The first visit of full-arch cases !

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In a sea of information, fishes swim better in packs!

Monday morning your secretary says :

“Doctor, it is strange, but three patients just called me and they all had same demands.

I thought he was the same person who called three times by mistake.! “

“Ok” – I said – “ follow our protocol”

I would like to know if it happens even to you to meet patients made with the stencil!

They do not want to understand they are completely different from each other and they keep wanting to be treated same way, like they are buying a bag or a jewel with different specificity.

When something unusual happens , I used to make and write my reflections, you can find them in the Clinical Market article.

I suggest you to do the same, I’m sure they will always be useful and you will like to read them again!

 

Which considerations will you find?

  1. Patients are informed and basic information are homogeneous.
  2. If patients are here in my office, it means they have not found all the answers to their question yet.
  3. Marketing market is working for us , how can we make the most of it?

 

Let’s start with protocols :

The first figure meeting the patient is the secretary and she will try with proper questions to understand what the patient needs and why he has booked the visit.

 

Why might we need all these information?

Obviously to interact in the best way with the patient!

 

Generally he would like a quickly and lasting response, but rarely we have patients with :

  1. Regular crests
  2. I class of Cawood J.I., Howell H.
  3. Hounsfiels values up to 1500
  4. Time available to define in details a dental treatment prosthetic plan
  5. X-rays which do not contain reperi so that we can match all the prosthetic data.

 

How could we decide where to place implants without a prosthetic guide?

Let’s be real, we are not in the 80s anymore.

 

There are two pratical ways we can follow :

  1. We can try to sell a standard dental treatment plan hurriedly build up based on doubts and uncertainties that sooner or later we must clarify.
  2. Quietly we tell the patient we need time and different exams and information to stipulate a valid dental treatment plan.

 

I will give to you an example :

If I were nominated as the best nutrunner and you call me for fixing some frameworks on the wall of your living room, you would like I :

  1. Check the thickness of the wall ( thickness and bones defects)
  2. Check inside the wall if there are some hydraulic hoses (nerves and vessels)
  3. Ask the material of the wall to make connection with the weight of the framework (Hounsfield indicative value for the hypothetical immediately load dental implants)
  4. Make sure you like the position you chose or thanks to my experience giving you some advice for another wall or position where the framework could look better.

 

In technical terms I am going to study the exposure of the dento gingival complex and if it is a worthy project. Otherwise I must give safer theories like bone regenerative, prosthesis on bar or on dental support when it is possible.

Categories: Senza categoria

Morso aperto e disfunzione dell’ATM

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INTRODUZIONE:

La valutazione diagnostica di un caso di morso aperto  e disfunzione dell’ATM, richiede una analisi attenta di tutte le sue variabili. La ricerca dell’equilibrio tra estetica e funzione è fondamentale per il successo finale. Un percorso diagnostico adeguato, una strategia biomeccanica enfatizzata dall’utilizzo di attacchi con valori di torque specifici, rappresentano l’arma vincente per la soluzione del caso.

 

 

Categories: ortodonzia

Valore e percezione: la guerra dei servizi.

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Un servizio, è un utile funzione  che determina una serie di benefici di cui l’effetto migliore è dilatare il tempo.

Volevo raccontarvi una piccola storiella successa un paio di giorni fà, che penso dobbiate assolutamente leggere!

Quest’anno non ho avuto molto tempo per gli acquisti per i regali di Natale visto che abbiamo deciso di partire all’improvviso per Zanzibar. Io è Antonia abbiamo deciso di fare regali solo ai bambini.

 Al ritorno da Zanzibar però mi è preso un po’ di senso di colpa e ho deciso di recarmi in gioielleria per comprare qualcosa a mia moglie visto che è sempre lei a farmi le sorprese volevo anche io quest’anno fargli trovare una sorpresa sotto l’albero.

 Per cui mi sono messo in macchina un po’ di fretta e visto il traffico mi sono fermato al primo gioielliere, quello che in genere incontro dal tragitto di casa per andare allo studio. 

Il negozio all’esterno non è mai addobbato un granché per il Natale, ma anche durante il resto dell’anno la vetrina è un po’ cupa e non c’è mai parcheggio libero per i soli due posti auto all’esterno dedicati ai clienti. Quella mattina mi andava più che bene visto la scarsità di tempo, anche perché per quello che avevo deciso di comprare ho pensato che qualsiasi Gioiellerie potesse andare bene. Avevo deciso di aggiungere solo uno Charme della Pandora al braccialetto che lei indossa tutti i giorni! 

Entrato nel negozio c’era un bel po di gente che aspettava ed una sola persone al bancone per mostrare i lustri, quindi mi sono messo a guardare le vetrine, non c’era una sedia dove sedermi e del resto quella non era una sala d’attesa ! 🤔 

Nella stanza dove mi trovavo la temperatura non era affatto piacevole, 🤧 ma ho freddo solo io che vengo da un posto dove c’erano 30 gradi?🤔

E’ Natale ho pensato quindi il clima  andrà bene anche così.

Dopo un interminabile attesa di mezz’ora che il 24 dicembre  ne vale almeno due,  arriva finalmente il mio turno, ed una volta mostratomi tutti gli articoli con aria triste e stufa mi invita con fretta a sceglierne uno e dare spazio a chi dopo di me, magari avrebbe speso di più, (questo non me la detto me era sottinteso.) 😕.

Nella fretta in cui era stato messo non mi andava di comprare nulla e quindi ho ringraziato il venditore che fortunatamente non conoscevo e sono andato via! Sapevo già dove andare anche se mi sarebbe costata qualche ora 😩!

Visto che dovevo sbrigare anche altre faccende della vigilia di Natale ho deciso di andare al centro servizi vulcano buono, un centro a forma del famoso vulcano Vesuvio vicino a noi, ma buono. 🙂 Dopo una buona mezz’ora di macchina per soli 12 km;

di parcheggio quanto ne volete, almeno quello non manca! 😅

Ho raggiunto velocemente lo store della Pandora ed arrivato li, una ragazza mi ha invitato a prendere il biglietto di prenotazione, mi sono un attimo preoccupato ma alzando lo sguardo ho subito notato che ai banconi c’erano ben 5 persone che servivano e il mio tempo d’attesa era solo 5 minuti indicato su uno schermo in stile New York alla metro.😄

Mentre aspettavo una dolce temperatura mi ha invitato a togliermi la giacca che è subito stata raccolta da una ragazza che l’ha riposta in una specie di guardaroba all’aperto dove anche se custodita, potevo tenerla a vista.

Subito dopo si è avvicinata un’altra ragazza con un assaggio di un dolce fatto dalla gelateria vicino al negozio: un pandoro tiramisù con il gelato al caffè ( qui il caffè non manca mai !) buonissimo comunque, l’ho assaggiato con piacere ed in quell’istante mi sono accorto che ero il prossimo cliente da servire. 

E’ proprio il caso di dirlo, il piacere accorcia il tempo e anche un’attesa diventa piacevole con qualche servizio in più.😉

Alla cassa avevo già le idee molto chiare ma una commessa gentile e cortese le ha schiarite ancora di più mettendomi a mio agio e non facendomi percepire la pressione del tempo, mi faceva delle domande allontanandomi dal pensiero commerciale di acquisto e vendita e tra sorrisi e battute avevo già acquistato lo charme per il quale ero andato li, ma avevo deciso di prendere anche della serie Disney Minnie e Topolino!  erano cosi canini sembravano i miei cuccioli.

OK mi sono detto adesso tocca alle altre commissioni: dovevo comprare un centrotavola natalizio ma questo nel centro servizi è facile da trovare, e cosi presto fatto al negozio vicino ne ho trovato uno perfetto con angeli, candele e pini verdi, ottimo! 😁 

Sapete quale era l’altra commissione ? Un dolce !

Ed indovinate quale ho preso? semplice:

un panettone pandoro tiramisù con gelato al caffè! sara perfetto per fare colpo sui parenti che porteranno sempre i soliti pandoro, del resto l’ho assaggiato già ed è attesa zero non devo andare in nessuna pasticceria super affollata.

Quando mi sono messo in macchina ho guardato l’orologio il mio tempo era quasi esaurito, dovevo tornare a casa ma mi restava ancora una mezz’ora da poter sfruttare.

Ho chiamato alcuni amici che non sentivo da tempo per un aperitivo, e cosi ho trascorso in loro compagnia il tempo che mi era rimasto.

Molte considerazioni mi sono auto imposte e ho deciso di condividere in questo blog: 

Come sempre la gestione del tempo è il fattore determinante di qualsiasi esercizio commerciale. 

In un altro articolo che vi invito a leggere:

Marketing clinico prima l’uovo la gallina?

avevo già sottolineato  come i servizi  accrescono il valore aziendale, con questa esperienza natalizia vorrei scandire, come un servizio determini maggiori condizioni per il processo di vendita e come un attesa scocciante nella maggior parte dei casi, se diventa specifica si trasforma in una utilità, determinando un legame positivo tra domanda e offerta.

Facciamo  dei semplici paragoni tra il primo e il secondo esercizio.

Alla prima gioielleria:

  1. Mancanza di parcheggio.
  2. Tempo di attesa troppo lungo.
  3. Percezione dell’attesa troppo lunga e senza indicatori.
  4. Scarsa valorizzazione del tempo di attesa.
  5. Scarse condizioni del clima di attesa.
  6. Scarse o nessun servizio aggiuntivo durante l’attesa.
  7. Scarsa capacità di vendita, troppa pressione alla cassa.

Percezione: Perdita di tempo e bassissima qualità di percezione durante il suo trascorso.😫

Alla seconda gioielleria:

  1. Parcheggio infinito
  2. Adeguato tempo di attesa 
  3. Utile percezione di esso grazie alla tecnologia 
  4. Utile valorizzazione dell’attesa 
  5. Ottimo il clima e la musica natalizia !😆 
  6. Servizi di attesa utili ( guardaroba e assaggi ) 
  7. Ottime capacità di vendita.

Percezione: Ottimo acquisto, e ottimi tempi trascorsi e tempo guadagnato. 😃

Nelle nostre attività a quale gioielleria assomigliamo di più ?

Ci affideremo alle nostre attività se le guardassimo da estranei?

Sappiamo dare all’oro clinico che eseguiamo il giusto valore?

Se vuoi approfondire questi temi, iscriviti al corso di marketing sarà una buona occasione per conoscerci, interagire ed accrescere le proprie competenze in merito alla gestione clinica ed extraclinica.

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A Zanzibar last Second !

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Abbiamo scoperto che quello che per molti è da pazzi, per noi è normale!


 

 

 

 

 

 

Vogliamo raccontarti l’ultima nostra vacanza di quest’anno a Zanzibar dove siamo stati dal 11 al 22 dicembre. 

Il desiderio di  vedere i bambini in acque cristalline ci attanagliava da parecchio, eravamo sempre bloccati dall’età dei piccoli e da mille paure che i genitori hanno ma in realtà anche la preoccupazione di lasciare l’attività, la gestione dei pazienti e di tutto il resto, gli sforzi di una vita! Quest’anno abbiamo messo da parte tutte queste resistenze, ma c’era ancora un ostacolo, i passaporti dei piccoli! 

Be fino ad ora direte che c’è di tanta pazzia ? 

Il tempo !

I passaporti sono arrivati venerdì 7/12

Da qui è iniziato il nostro tira e molla, i passaporti c’erano e la voglia era tanta, ma ci mancavano i biglietti ed eravamo pieni di impegni lavorativi ai quali fino a quel momento non avevamo rinunciato.

 Sabato 8, il giorno dell’Immacolata  e la domenica successiva erano festivi per le agenzie, quindi non abbiamo potuto neanche chiedere per qualche preventivo, per cui siamo arrivati a lunedì 10 con l’idea di rinunciare. 

Ma le richieste inviate ai vari tur operator si sono palesate sui nostri cellulari dalle 9:00, ci siamo guardati un attimo e ci siamo detti sarà da pazzi ma perché no! 

E allora via alla ricerca di un viaggio, fatti i biglietti toccava alle valigie e all’organizzazione dello studio, risultato? 

È stato più difficile fare le valigie che organizzare lo studio.

 

In poche mosse tutto lo staff si è riassettato per riorganizzare le agende, spostare appuntamenti e controlli, riassegnare i ruoli sostituendosi alla nostra assenza secondo il protocollo previsto in questi casi.

E cosi che mentre tutti quanti ci davano dei pazzi, la nostra pazzia si è dimostrata una speciale normalità lavorativa che tutti dovremmo ricercare.

 

La  buona gestione di un attività si percepisce durante un periodo di crisi non nella routine! 

 

Abbiamo lavorato sodo in questi anni per creare un team e un clima di fiducia, ma oggi i nostri sforzi si sono risolti in una partenza con i nostri figli last minute nel paradiso tropicale di Zanzibar! 

Un viaggio reso possibile grazie alla costruzione di uno staff complice nella crescita.

Competente e stimolato per il raggiungimento di obbiettivi coerenti attraverso processi adeguati! 

Persone sensibili, professionisti prima d’animo e poi d’intelletto ai quali i pazienti si affidano e rendono il nostro processo di delega semplice! 

La delega come elemento essenziale per il processo di crescita e per dilatare il tempo, l’unica ricchezza che valorizza il  lavoro rendendolo più leggero  perché scandito da una dolce alternanza di pause, pause che nella vita reale sono quelle che ci permettono di dare valore alla nostra vita sociale.

La crescita e/o il successo di un attività dovrebbe avere sempre al centro dei suoi obbiettivi la gestione del tempo!  

Tutti i partecipanti nell’attività lavorativa, dal primo dirigente all’ultimo collaboratore dovrebbe godere di quest’obbiettivo al quale bisognerebbe dare la stessa importanza del successo economico .  

Ma cosa intendiamo per crescita o successo ? 

Avere più pazienti ?

Guadagnare di più ?

Essere Riconosciuti ?

Avere un ruolo d’impatto nella società ?

In realtà ognuno di noi dovrebbe avere un concetto di successo personalizzato e non dettato dagli stereotipi societari; una sorta di personalizzazione del proprio io lavorativo, che si traduce poi nel cosiddetto successo nel lavoro. 

D’altronde siamo nell’era della quarta rivoluzione industriale e della personalizzazione di massa, perché quindi identificarsi semplicemente dietro una categoria lavorativa? 

In questi anni io ed Antonella abbiamo lavorato tanto ed in molti casi ci siamo snaturati ed allontanati dalle nostre categorie principali rivestendo più ruoli per vincere la crisi, alla fine ci siamo ritrovati vittoriosi per avere acquisito competenze peculiari tali da rendere ancora molto più personali le nostre carriere. Abbiamo cominciato ad estendere questi concetti a tutti i nostri collaboratori inizialmente per stimolarli alla crescita e arrotondargli lo stipendio ponendo l’accento sulla delega di compiti più o meno complessi. Il risultato è stato eccitante e divertente tanto che oggi la diversificazione e la personalizzazione dei ruoli rappresenta la sfida continua di tutti i giorni: poter vestire in maniera sartoriale su di ognuno una parte ben specifica ha donato ad tutti grinta e responsabilità, rendendoli consapevoli di essere usciti dalla mera targhettizzazione di dipendente operaio, poiché diventati parte integrante di un processo aziendale evoluto, in cui ogni ruolo ha la chiave di responsabilità delle proprie competenze.

Ci piace pensare ad un modello aziendale tipo scala verso l’alto i cui gradini sono percorribili da tutti ! 

Ogni gradino una piccola sfida da superare per innalzare il grado di valore del proprio io lavorativo!   

Grazie a tutti ragazzi dello studio Smile Clinic Carbone, perché  non è stato solo un viaggio bellissimo, ma la consapevolezza che si può crescere insieme e rendere il nostro lavoro un beneficio al sostegno di tutti! 

Per rimanere in tema tropicale ricordatevi che dietro le acque calme della barriera corallina un oceano di nuovi orizzonti di gratitudine e soddisfazione  aspetta chiunque sia pronto a dare fiducia al proprio staff ! 

 

È proprio il caso di dire che: delegare fa bene alla salute!

 

Auguri per natalizi da Zanzibar da Antonia Nappi Vincenzo Carbone.

Quando assumi qualcuno

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Che succede quando assumi qualcuno nel tuo studio?

 

Quando dobbiamo assumere qualcuno non sempre abbiamo la fortuna di trovare una persona che sappia già cosa fare, diciamo che non succede quasi mai.

Spesso succede che qualcuno mi dica, l’ho assunta per il curriculum ma credo mi abbia mentito! Non sa fare quello che pensavo, vabbè! Però ha volontà  e imparerà. 

Fermatevi qui, imparerà implica che qualcuno le insegni, ma quanto tempo abbiamo noi da dedicare alla formazione di un nostro dipendente? L’avevamo assunta perché ci servisse una mano non per lavorare il doppio e allora capita di dire seguimi, osserva e imparerai!

Bella o brutta idea?

Vi racconto cosa è capitato a me, circa 15 anni fà, nell’ osservare il flusso di lavoro dello studio facevo la cosa apparentemente più semplice si potesse fare, gestivo l’agenda prendevo appuntamenti e mi preoccupavo di comprare le cose che mi venivano chieste… facile no? Che mi dovevano insegnare? 

 

1. A rispondere a telefono ero capace 🤣 

2. Ad alzare il citofono, anche 😅

3. A spendere ero una professionista😎

 

Un giorno ebbi il compito di prenotare un appuntamento ad una signora per una prova biscotto 🍪, ok, pensai adesso faccio bella figura, mi recai al supermercato e comprai tre confezioni di biscotti di diversa consistenza, d’altronde era chiaro Vincenzo voleva capire la signora come masticava con i denti nuovi, arrivato il tecnico gli chiesi di darmi una mano a scegliere… imaginate la reazione?

Scoppio a ridere 😂.

Oggi anch’io ma all’epoca mi mortificai ci avevo messo il cuore ma si sa non ci si può improvvisare su di un lavoro bisogna formarsi.

Non credo sia una buona idea chiedere a qualcuno di osservare per imparare:

Immaginate per un attimo se aziende come la Apple o Mc Donald’s inserissero nel loro organico qualcuno dicendogli semplicemente guarda e impara poi capirai… Ma capirai cosa? 

 

1. La mission? 

2. Il brand? 

3. I miei protocolli?

4. Il mio progetto o la mia comunicazione aziendale?

 

Ora a meno che tu non abbia trovato il genio della lampada e stai assumendo qualcuno che può insegnare a te e che quindi ad uno sguardo gli è tutto chiaro, non può essere una strategia: guarda e impara.

Analizziamo il paradosso nel quale ci troviamo di fronte al momento dell’assunzione:
io assumo qualcuno perché la mia attività è cresciuta e alcune mansioni le devo delegare perché non ho più il tempo per potermene occupare, nel caso io sia un passo avanti l’attività è cresciuta ulteriormente e devo aumentare il personale poiché le mansioni sono aumentate e specializzatesi ulteriormente quindi assumo.
Il punto sul quale voglio soffermarmi è il tempo, o meglio il bisogno di ognuno di noi di avere più tempo, la strategia dell’assumere qualcuno per delegare e riuscire a dilatare il proprio tempo è corretta, il modo invece in cui lo facciamo apre la discussione.

Le parole chiavi per uscire da quest’impasse sono:

– organizzazione
– chiarezza
– progettualità

Che tradotte diventano, organizzazione del nostro lavoro quindi le nostre procedure interne, quei passaggi fondamentali che abbiamo percorso per arrivare fin qua rendendoli fruibili in protocolli, la chiarezza dei ruoli e della comunicazione interna ed esterna, la progettualità rappresenta invece dove stiamo andando e dove vorremmo arrivare.

 

A leggere sembra ovvio, ma nella pratica non sempre è così, il problema è che spesso il punto di partenza del medico odontoiatra è apro il mio studio e pratico la clinica, il resto che poi accadrà diventa un imprevisto. Voglio farvi un esempio un po’ forte imaginate che nel 2004 nel periodo di Natale vi foste recati alle Maldive, la vostra aspettativa era quella di fare delle vacanze natalizie fighe e rilassanti… ma poi gli eventi vi hanno dovuto catapultare in un altra realtà, ricordate lo tsunami? I fatti sono questi non sempre partiamo preparati per quello che arriverà per questo in un progetto di evoluzione del vostro studio è fondamentale non fare le cose a caso.

Durante lo tsunami una bambina di dieci anni Tilly era stata preparata a scuola a riconoscere quel tipo di pericolo ed è riuscita a salvare circa un centinaio di persone sulla spiaggia di phuket, impressionante vero! 

Steve Jobs è stato un grande genio del marketing e un imprenditore straordinario, ma senza Steve Wozniak, Jonathan Ive, Tony Fadell e loro team, non avrebbe mai inventato niente, giusto? (Codice Montemagno pag 66.)

Chirurgia pianificata

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Non è, che se guidi con navigatore vai sempre dove ti dice lui, ragioni con la tua testa !

Qui al sud è come dire: ma se ti dico di buttarti in un pozzo, tu ti ci butti?

Ma che cosa è la chirurgia guidata? E’ come va considerata?


La chirurgia pianificata e guidata sono strumenti che ti permettono di guardare all’interno del tuo caso ed affrontare l’intervento in via preliminare.

Non si tratta solo di metodo legato alla evoluzione tecnologia del nostro settore e neanche di un trend che per forza dobbiamo seguire.

Ancora oggi  per qualcuno significa farsi aiutare da un pezzo di plastica.

La chirurgia è una disciplina che trova la sua massima soluzione attraverso le mani di un chirurgo il quale le muove grazie ai suoi neuroni, che avranno acquisito durante gli interventi precedenti quella abilità tale da saper condurre l’intervento con diligenza e saggezza. 

 

-Per trovare la soluzione

 

-Per posizionare gli impianti in sedi più congeniali al disegno protesico futuro.

 

-Per evitare aree con tessuti nevralgici.

 

-Per  apprezzare la durezza dell’osso in cui inserisce impianti.

 

-Per sapere della loro stabilità e dell’eventuale carico.

 

-Per trovare in ogni caso una soluzione.

 

Anche in casi in cui sarà possibile un fuoripista, cioè quando la lettura del caso attraverso il software non ci permetterà di posizionare gli impianti nel volume che avremmo ma dovremmo applicare tecniche come split crest, compattazione ossea sottopreparazione, che non sono certo descritte come standard all’interno di un software. 

 

Come se chiedessi al mio navigatore di: 

 

-abbattere una siepe per evitare il traffico.

 

-di fare un controsenso per fare prima.

 

-di andarmene per un sentiero di campagna che conosco solo io per evitare il centro città!

 

 Questo in chirurgia si chiama esperienza!

 

Ne sono esempi, inserire impianti da 4 mm una cresta da 4 mm, perché gli altri mm li produco con espansione, oppure inserisco impianti inclinati, accarezzando la parete anteriore del seno!


In questi casi la chirurgia sarà pianificata e solo in parte guidata, magari solo nella prima fresa, per poi continuare con la sensibilità della mano e seguendo il solco disegnato dallo studio virtuale preliminare.

Bene, i software di pianificazione possono trasferirti queste competenze ed aiutarti a fare esperienza mettendoti in una situazione di serenità nell’affrontarla, ma non sapranno dirti quando dovrai fare un fuori pista per raggiungere il tuo obbiettivo.

Per quello dovrai metterci cuore e passione, studiare bene i tuoi casi aiutandoti con le immagini ed i software di pianificazione, perché, solo se saprai guidare la macchina sulla rotta stabilità, lei potrà portarti con la giuste valutazioni a destinazione e senza rischi!


Per ovviare a problemi di valutazione bisogna diventare esperti quindi nel proprio ambito. Sviluppare  una competenza richiede un ambiente costante nei processi di apprendimento che devono essere il massimo prevedibili, solo una lunga pratica potrà rendere le nostre azioni sicure e più intuitive! 

Se vuoi approfondire argomenti sulla pianificazione in chirurgia, leggi anche l’articolo:

Perché perdere tempo a panificare? Smanettiamo!

Oppure iscriviti al Corso sulla pianificazione chirurgica :

per conoscere i principali software dedicati e tecniche da utilizzare per migliorare i tuoi percorsi decisionali diagnostici.

Come lavorare meglio ? Chairside tutto in una seduta!

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Da, lavorare di più  duramente: (work harder), a lavorare  in maniera più intelligente: (work smarter).

 

 

Ero abituato a pensare che più lavoravo intensamente e più avrei dovuto avere degli effetti e generare profitto! D’altronde nel corso di laurea non c’era un corso sul management il marketing e sulla la gestione del tempo.
Si insegna sempre a fare bene, ma non come fare, a fare bene. 

Solo dopo anni, durante i quali ti sei scontrato con la realtà,  capisci che per dare valore al lavoro, occorrono sia l’efficacia ( fare le cose giuste ) che efficienza ( fare le cose nel modo giusto! ) Peter Drucker.

È così, dopo aver fatto le tue belle esperienze per esempio in conservativa, sulla perfezione con cui fai le tue ricostruzioni, su solchi e le creste marginali, quali masse usare, le giuste trasparenze e pigmenti nei solchi per ottenere una mimesi che la natura accetti; ti rendi conto che, il valore con cui riesci ad ottenerle, è molto influenzato dalla durata del tempo in cui le ottieni e spesso un risparmio di tempo assume anche più valore dei dettagli del tuo capolavoro artistico, ai quali davi per scontato fossero i soli responsabili del valore stesso. 

Ti faccio un esempio.
Ricordo ancora un mio restauro bellissimo su un settimo superiore un’ otturazione distale che volevo assolutamente eseguire in maniera impeccabile, era una paziente difficile ed io non volevo affatto tradire le sue aspettative, mi impegnai al massimo nell’ottenere il massimo! Molte difficoltà dovute all’apertura, al fastidio dell’aspiratore e alla diga che ad ogni movimento le provoca vomito, il capolavoro venne bene, ed io alla fine della lucidatura con pelo di capra e polvere di un intero diamante, ero soddisfattissimo!
Allora fiero, mostrai alla paziente il risultato con la telecamera, lei già inorridita dal corpo estraneo che le scrutava la bocca, mi lanciò uno sguardo misto di fastidi e disprezzo! Afferrò la telecamerina e mi fece cenno di voler sciacquare.
Quello sguardo mi impietrì e durante il suo momento di  sollievo di acqua e collutorio guardai l’orologio, era passata un ora e venti minuti!
Quando si riaccomodò notai la commissura tutta rossa dalla apertura forzata ed aveva fatto  letteralmente una doccia di saliva!

Potevo fare di più?
Si che potevo ma migliorando modi e tempi!

Allora non mi era ancora chiaro cosa fosse l’efficienza, ma seppi riconoscere molti miei errori che cercai di non ripetere. Negli anni ho cercato di migliorare nella qualità delle prestazioni elevandone il valore percepito, ed il valore emozionale attraverso la gestione del tempo, dei modi e le tecnologie digitali.
Ma non l’ho fatto per soddisfare il mio bisogno di crescere, spendere o per ideologia lavorativa ma per allinearmi il più possibile alle esigenze dei miei pazienti rispondendo alle loro richieste e desideri più profondi, quelli che riuscivo a percepire quasi come una richiesta d’aiuto durante le sedute, come:

Quanto tempo occorrerà.

Ho paura dell’impronta.

Potrò chiudere per un attimo la bocca! 

È chiaro che ero un po’ indietro ma chi di noi non lo è stato ?

In effetti l’odontoiatria ha sempre rincorso il tempo nelle procedure cercando di migliorarsi, ma ti svelo che non mi è ancora chiaro se è stato imposto dalle aziende per vendere di più nel nostro settore ? O è stata la richiesta delle persone a stimolare le aziende produttive nella ricerca di prodotti più performanti ? 

Resta il fatto che il miglioramento che ci è caduto addosso non potremmo più toglierlo ed ormai il ritmo  del tempo con cui si lavora è un metronomo regolato dai bisogni dei pazienti.
In tutte le aziende rispettose c’è una ricerca attenta della gestione del tempo, ed il tempo deve rappresentare la leva più forte per la nostra crescita lavorativa !
Non dimentichiamoci che siamo nel settore servizi, vuol dire che vendiamo competenze al prezzo del tempo in cui le eseguiamo !

Il prezzo del tempo lo paga si il paziente; ma anche noi!
L’uomo è fatto di carne ed ossa ed in questo istante migliaia di cellule sono in apoptosi programmata !
Un orologio che non rallenta! 😞

Chairside, un concetto nuovo! Ma quale nuovo dico io, il chairside equivale a dire: prima e meglio e questo nel nostro settore c’è sempre stato !  

In effetti l’odontoiatria degli ultimi 20 anni si è sviluppata intorno a questo concetto, e tutte le nuove tecnologie e metodiche di approccio fanno capo ad essa ancora oggi, ovvero il voler risolvere i casi il più presto possibile! 

Perché ad esempio avete comprato un panoramico?
Mandereste mai i pazienti dal radiologo? 🤔 Rischiereste di perderlo!
Anche la diagnosi di oggi ha il concetto del chairside!

Ma vi aiuto a ricordare un po’ il passato. 

Endodonzia :

Chi di voi non ricorda l’estenuante sagomatura manuale dei canali? difficilmente era seguita dalla chiusura canalare, dopo almeno 2-3 sedute di detersione e sagomatura, si otturavano i canali, con non pochi problemi causati da infiltrazione della medicazione o dalla frattura delle pareti residue.
Adesso?  Tutto in una sola seduta !
Strumenti rotanti reciprocanti che hanno il freno a mano incorporato grazie ai rilevatori d’apice integrato!
Qual’è l’enorme vantaggio?
Il tempo! E poi tutto il resto, di cui, c’è ne sarebbe da parlare!
In futuro sicuramente uno strumento che oltre che sagomare, deterge e aspira l’ipoclorito!  lo dovrei brevettare , ma penso che qualcuno ci abbia già pensato ! 🤣

Nel nostro studio ad esempio in alcuni casi durante il tempo della sagomatura dei canali è stata già preparata la corona a ricevere il restauro endocrown ed alla fine della fase endodontica viene cementata direttamente! pensa:  in un ora terapia canalare e restauro definitivo!

Spero di raccontarti di questo e di altri cambiamenti di flusso nel corso dedicato alle tecnologie!

Ma ritorniamo al passato!

Conservativa: aperture e rimozione delle carie non seguite dalla ricostruzione immediata, le cavità di Black dovevano essere perfette per l’amalgama ( sante proprietà metalliche )che a parte il colore in qualsiasi condizione determinavano un autosigillo per l’ossidazione e riducevano di gran lunga l’errore clinico! Quando si è passati al composito e non c’erano certo i bonding idrofilici di ultima generazione la medicazione intermedia provocava dei disastri all’adesione ed allora c’è stato la necessità  dello sviluppo dell’endodonzia!
Adesso? In una sola seduta di una giornata 😂 più restauri, con il paziente distrutto ma contento poiché non deve tornare!

Non è anche questo un concetto chairside? 

In chirurgia implantare!

Chi si sarebbe mai sognato di caricare un impianto subito dopo averlo inserito !😮
N
on si poteva neanche guardarlo troppo per la paura che si contaminasse ed adesso in tutto il mondo eseguiamo interventi post estrattivi multipli a carico immediato in poche ore! 🤗
Immaginereste mai di andare a casa un giorno e trovare vostra moglie con i bigodini in testa dopo che sia uscita dal suo parrucchiere di fiducia? Le chiedereste il divorzio forse ! Haha😬

E lei vi direbbe: ho un sistema provvisorio in testa che renderà il taglio che ha eseguito il mio parrucchiere più bello e duraturo ! 

Si ho capito ! Ma adesso ti sei vista ? 

Nessuna donna accetterebbe questo, figuriamoci i mariti 🤭.

Scherzi a parte è un esempio di analogia con quello che facciamo con i provvisori! 

Dopo aver consegnato il provvisorio gli diciamo:

Stia attento !

Non mangi cose dure! 

Non mastichi gomme!

Insomma non mangi affatto!

Così il mio bellissimo lavoro non si romperà o staccherà!

La prossima seduta faremo una prova struttura e se il signore e quello del laboratorio ci aiutano prenderemo un colore e faremo una prova del biscotto, non quello che si mangia !😬 e se andrà bene ci sarà la consegna!

Tutto questo a settembre;  il paziente ti dirà dottore ma per Natale c’è la facciamo? Non vorrei che si staccasse nella settimana bianca? 

Ed adesso chairside!

Non si preoccupi signora; nello stesso appuntamento eseguiremo la corona o l’intarsio in ceramica e la consegneremo, senza neanche prendere un impronta con i fastidiosi materiali ma utilizzando una telecamera! Il tutto al massimo in un ora!

C’è solo una cosa: dovrà aspettare per la consegna circa mezz’ora ma bella notizia ! In questa mezz’ora faremo in modo che lei o si rilassi con uno dei nostri servizi o potremmo anticipare una prestazione dalla scheda, come una carie piccola o in igiene se c’è ne sarà bisogno così da rubare ancora tempo al tempo che potrà dedicare alla sua famiglia o a quello che le piace. 

Puoi guardare questo video durante il quale il fresatore lavora e noi costruiamo un legame emozionale!

 

 

Una visione futuristica ?

Affatto, poiché c’è un’azienda che da trent’anni investe per questo presente che in molti già hanno abbracciato! Il tempo, per quanto non si percepisca, nel suo scorrere inesorabile, determina di gran lunga le scelte di mercato molto di più degli stessi prodotti di cui è fatto il mercato!

Il rischio non è di chi investe ma di chi sta fermo! E gli studi che vinceranno saranno quelli che in maniera più veloce sapranno adattarsi al mercato mutevole in evoluzione !

Poiché come ha detto il vecchio klaus Schwab presidente del world economic forum.

 

Non è il pesce più grande che mangia quello più piccolo,

Ma è il pesce più veloce che mangia quello più lento !

 

Da alcuni anni abbiamo adottato allo studio tecnologie cad cam con le quali abbiamo cambiato molte procedure e innovato alcuni processi lavorativi, spero di raccontarteli  nel corso dedicato alle tecnologie!

Benvenuto in famiglia!

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Innanzitutto vogliamo ringraziarti per il tempo che ci stai dedicando leggendoci…

 

Ora, se sei alla ricerca del Santo Graal,

stai spulciando tutti i siti di formazione odontoiatrica senza una mappa  e qui ti sei perso!  🤦🏻‍♂️

forse sei nel posto giusto e ti possiamo aiutare. 💪🤓

 

 

 

 

Mettiamo subito le cose in chiaro, qui tutta la verità sul come avere successo non ćè l’abbiamo, al massimo possiamo raccontarti le nostre intuizioni, come abbiamo fatto noi a iniziare un percorso verso la crescita che non si è mai arrestato pur partendo zoppi e da zero; lui l’odontoiatra con mente e braccia e io solo con la mente ma con tanta volontà. 👩🏻‍🔬

 

 

Il primo nostro must è stato investire!

ora tu starai pensando, facile se hai i soldi lo fai!

ma ché, eravamo poveri in canna !

il nostro fornitore ci ha fatto da finanziatore e così abbiamo iniziato con uno studio di due poltrone e un conteggio che partiva da meno zero  🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♀️

Quindi investi, chi ha saputo investire nella crisi, oggi comanda il mercato.

 

 

Il secondo must è stato dividiamoci!

creiamo due strade che si incontrano ma non si scontrano.

Scusa sono stata criptica,

abbiamo fatto in modo che lui si occupasse della gestione clinica e io di quella extraclinica.

Il risultato è stato sorprendente;

vincenzo si è potuto occupare della formazione clinica specializzandosi sempre di più,

e io nella gestione extraclinica, ho potuto sfruttare le mie competenze sulle risorse umane.😍

Quindi dividi il tuo studio in due macro aree quella clinica e quella extraclinica.

Entrambe richiedono tempo e gestirle insieme è un suicidio  per gli affari e per la qualità Clinica.

 

 

Il terzo must è stato deleghiamo!

 

 

 

 

deleghiamo  tutte quelle mansioni che ci deconcentrano e ci sottraggono dai processi di valore.

Tradotto?

Scegliamo collaboratori clinici con molta cura, ci fidiamo di loro, li formiamo e gli affidiamo tutto ciò che, se eseguito da noi, ci costerebbe troppo in termini economici e di tempo.

Quindi scegli i tuoi collaboratori e delega quelle mansioni che oggi per te non sono un guadagno ma nelle loro mani saranno oro.

Nel nostro benvenuto in sintesi c’è la ricetta del nostro successo,

una ricetta 👨🏼‍🍳  che è anche la dentosofia del corso di marketing clinico che teniamo, ovvero:

Solo guadagnando tempo un clinico può formarsi per rendere il risultato della sue azioni eccellenti e vincere sul mercato concorrenziale, tempo che non deve assolutamente sottrarre dalla vita personale 👨‍👩‍👧‍👦 (Antonia mi impiccherebbe oggi) 🤦🏻‍♂️ ma può ottenere da una gestione extra-clinica eccellente attraverso il processo di delega!

come?

Amplificando al massimo il concetto di lavoro smarter ovvero :

do less then obsess! (fai meno ma in maniera ossessiva),

non lavorando di più, ma in maniera più intelligente concentrandoti su ciò che ti piace e dare valore a ciò che fai in maniera eccellente.

 

Se sei incuriosito sulla nostra ricetta di gestione e vuoi capire:

come in pochi anni siamo riusciti a passare da soli io e lei ad una famiglia di 14, vuoi visitare la chicca del il nostro studio, saturo di competenze, ma che ormai è come un guscio di conchiglia per un paguro.

Come siamo riusciti ad integrare diverse figure, alcune innovative come un dental manager, un digital dentistry, ed un social director etc…

Quali  nuovi servizi abbiamo integrato già nella gestione.

Sarai il benvenuto ad uno dei prossimi corsi di marketing in cui ti sveleremo le nostre idee innovative e il futuro che ci aspettiamo e che stiamo organizzando!

 

Vogliamo lasciarvi con una citazione che adoriamo entrambi:

 

 

Il tempo è il dono più prezioso che abbiamo, quando esso scorre in compagnia dei nostri cari si chiama

“vita”

il resto è solo lo scorrere inesauribile della realtà da noi creata.

 

 

A presto Vincenzo e Antonia.